Il progetto POWER come spazio europeo di apprendimento reciproco
- assoninaaps
- 24 ore fa
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L’iniziativa POWER – Promoting Organisations’ empoWErment to guarantee women’s human Rights and stop gender violence – nasce con una chiara visione; quella di rafforzare le organizzazioni attraverso il networking, il capacity building e la costruzione di alleanze europee.
L’European Exchange, svoltosi a Bologna, il, ha rappresentato concretamente questa dimensione transnazionale. Organizzazioni italiane, greche e spagnole si sono confrontate su temi complessi e profondamente attuali: la relazione con le persone supportate, la frammentazione dei servizi, il rapporto con le istituzioni, le resistenze culturali e politiche, la sostenibilità dei percorsi di empowerment e la necessità di costruire reti realmente accessibili e inclusive
Attraverso workshop, tavoli di lavoro e visite territoriali, è emersa una consapevolezza condivisa:la violenza di genere assume forme diverse a seconda dei contesti sociali e politici, ma esistono sfide comuni che attraversano tutta Europa.

Imparare dai sistemi di prevenzione e supporto degli altri Paesi
Uno degli elementi più stimolanti dello scambio è stato poter osservare e discutere i diversi sistemi di prevenzione e risposta alla violenza di genere presenti nei vari Paesi.
Confrontarsi con altre realtà come quelle spagnole e greche ci ha permesso di allargare lo sguardo e mettere in discussione pratiche che spesso consideriamo “date”.
Ogni organizzazione porta infatti con sé una diversa relazione con:
le istituzioni pubbliche,
il sistema giudiziario,
i servizi territoriali,
la prevenzione educativa,
il lavoro comunitario,
il rapporto con i movimenti femministi.
Durante i tavoli di lavoro è emerso, ad esempio, quanto sia centrale in tutti i contesti il tema della continuità del supporto alle donne, soprattutto quando i finanziamenti terminano, il turnover degli operatori aumenta o le istituzioni non riescono a garantire stabilità ai servizi.
Allo stesso tempo, è stato molto significativo confrontarsi su approcci differenti rispetto alla gestione delle resistenze, al ruolo della mediazione culturale, ai percorsi partecipativi e al rapporto con le istituzioni nei diversi contesti politici europei.Questi momenti ci ricordano quanto sia importante uscire dai confini nazionali per evitare di lavorare in isolamento e continuare invece ad apprendere da pratiche, strumenti e modelli sviluppati altrove.
Conoscere il sistema italiano per guardarlo con occhi nuovi
Una parte importante dell’incontro è stata dedicata anche all’approfondimento del contesto italiano, grazie all’intervento di Elisa Virgili dell’Università di Milano Bicocca, che ha presentato una panoramica sull’evoluzione storica e politica dei centri antiviolenza in Italia
Ripercorrere la storia dei movimenti femministi italiani, la nascita dei centri antiviolenza e l’evoluzione legislativa ci ha permesso di riflettere su quanto il sistema italiano sia il risultato di decenni di lotte politiche e pratiche femministe Dalla storica affermazione “il personale è politico”, fino alla costruzione di spazi di supporto tra donne, il confronto ha mostrato come la prevenzione della violenza non possa limitarsi alla risposta emergenziale, ma debba necessariamente includere:
educazione,
trasformazione culturale,
autonomia economica,
reti territoriali,
fiducia nelle istituzioni.
Particolarmente interessante è stato il confronto internazionale sul concetto di fiducia: fiducia nei servizi, nei sistemi giudiziari, nelle reti territoriali e nelle istituzioni che dovrebbero garantire protezione e diritti

La forza delle reti europee: progettare continuità
Uno degli aspetti più importanti emersi durante l’incontro riguarda il valore delle connessioni europee non solo come occasione di confronto, ma come base concreta per costruire nuove progettualità.
Durante le attività dedicate al networking e alla progettazione condivisa, le organizzazioni hanno iniziato a ragionare su possibili collaborazioni future, esplorando idee progettuali comuni, bisogni condivisi e competenze complementari.
Per noi di NINA APS questo rappresenta un passaggio fondamentale.
Progetti come EMPOW(H)ER non possono esaurirsi nella durata di un singolo finanziamento. La costruzione di reti europee permette invece di:
dare continuità ai percorsi avviati,
ampliare l’impatto delle pratiche sviluppate,
creare nuove opportunità di scambio e formazione,
sviluppare metodologie condivise,
costruire progettualità future come naturale evoluzione del lavoro che stiamo già portando avanti.
In un contesto europeo segnato da crescenti backlash sui diritti delle donne e delle soggettività LGBTQIA+, lavorare in rete diventa anche una forma di resistenza politica e culturale
Tornare a casa con uno sguardo più ampio
Da Bologna torniamo con nuove connessioni, nuove domande e una consapevolezza ancora più forte: la lotta alla violenza di genere non può essere affrontata in isolamento.
Abbiamo bisogno di costruire alleanze che attraversino territori, lingue e modelli diversi. Abbiamo bisogno di spazi europei in cui confrontarci apertamente sulle difficoltà, sugli errori e sulle pratiche che funzionano davvero.
Osservare come altri Paesi affrontano queste sfide non significa cercare un modello perfetto da replicare, ma imparare a leggere con più profondità anche il nostro contesto.Ed è forse proprio questo il valore più grande dell’European Exchange POWER:creare una comunità europea di organizzazioni che non si limita a condividere progetti, ma costruisce insieme nuove possibilità di cambiamento.

*Il progetto EMPOW(H)ER è realizzato nell’ambito del programma ‘POWER – Promoting Organizations' empoWErment to guarantee women’s human Rights and stop gender-based violence’, coordinato da WeWorld (WW), in collaborazione con ActionAid Hellas (AAH) e Asociación Bienestar y Desarrollo (ABD). POWER è cofinanziato dall’Unione Europea attraverso il programma ‘Citizens, Equality, Rights and Values ’ (CERV – 2023 – DAPHNE).












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