top of page

Capacity Building a Belluno: fare rete per costruire un approccio più intersezionale all’inclusione socio-lavorativa di donne vittime di violenza.

  • assoninaaps
  • 14 ore fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Due giornate di formazione e confronto del progetto EMPOW(H)ER hanno coinvolto Comuni, servizi sociali, Centro per l’Impiego ed Enti del Terzo Settore per rafforzare pratiche condivise, consapevolezza e collaborazione sul territorio.


Il 9 e 10 febbraio 2026, a Belluno, abbiamo realizzato due giornate di Capacity Building nell’ambito del progetto EMPOW(H)ER – Inclusione lavorativa e supporto integrato per donne vittime di violenza e persone LGBTQIAP+ in condizioni di vulnerabilità.


Non sono state semplici giornate di formazione, ma uno spazio di confronto, ascolto e riflessione condivisa che ha coinvolto professioniste e professionisti provenienti da ambiti diversi del territorio. In totale, hanno partecipato 23 persone tra rappresentanti dei Comuni della provincia di Belluno, Assistenti Sociali, Centro per l’Impiego ed Enti del Terzo Settore.

Due mattinate intense, dedicate a costruire connessioni, condividere strumenti e interrogarsi insieme su come promuovere percorsi di inclusione più equi, accessibili e realmente capaci di considerare la complessità delle persone.


Formazione e confronto per affrontare la complessità


Il progetto EMPOW(H)ER nasce dalla consapevolezza che i percorsi di inclusione socio-lavorativa non possano essere affrontati attraverso strumenti standardizzati o letture semplificate. Le storie delle persone che attraversano i servizi territoriali sono spesso segnate da vulnerabilità multiple, fragilità economiche, discriminazioni sovrapposte e dinamiche relazionali complesse. In questo scenario diventa fondamentale sviluppare non solo competenze tecniche, ma anche consapevolezza, capacità di lettura intersezionale e attenzione ai processi organizzativi.


Le giornate del 9 e 10 febbraio sono state pensate proprio come uno spazio condiviso per fermarsi, osservare e riflettere insieme su queste dimensioni, alternando momenti di approfondimento teorico ad attività esperienziali, con un approccio centrato sulla partecipazione attiva e sull’educazione non formale.


Durante il percorso abbiamo lavorato sui temi delle discriminazioni intersezionali, degli stereotipi impliciti, delle dinamiche che attraversano i contesti lavorativi e del ruolo che enti, servizi e organizzazioni possono assumere nel promuovere maggiore equità. Accanto ai contenuti, grande spazio è stato dedicato al confronto tra esperienze: le/i partecipanti hanno condiviso pratiche, criticità e prospettive, portando nel gruppo la complessità quotidiana dei propri contesti di lavoro.




La mindfulness come strumento professionale e politico


Uno degli elementi centrali delle giornate è stato l’utilizzo della mindfulness, proposta non come pratica astratta o individuale, ma come strumento concreto di lavoro e di consapevolezza professionale.


Restare presenti, sviluppare uno sguardo aperto e non giudicante, riconoscere reazioni automatiche e bias cognitivi sono competenze fondamentali per chi opera in contesti ad alta complessità relazionale ed emotiva. All’interno del percorso, la mindfulness è stata esplorata anche come pratica del “partire da sé”: un invito a fermarsi per osservare il proprio modo di stare nelle relazioni professionali, comprendere la propria posizione e riconoscere il modo in cui la propria storia personale influenza lo sguardo sull’altro.


Questo lavoro ha aperto uno spazio di riflessione sull’analisi dei ruoli di potere, delle dinamiche organizzative e dei privilegi che attraversano i contesti di lavoro e i servizi. Un passaggio importante per sviluppare maggiore consapevolezza rispetto alle asimmetrie presenti nelle relazioni professionali e istituzionali.


Riconoscere la propria posizione, i propri privilegi e la propria complessità intersezionale non significa colpevolizzarsi, ma acquisire strumenti per leggere la realtà in modo più ampio, passando dal livello individuale a quello collettivo. È proprio da questa consapevolezza che può nascere una pratica professionale più inclusiva, attenta e trasformativa.


Ciò che è emerso: il bisogno di continuare a fare rete


Il momento più significativo delle giornate è emerso durante i momenti di restituzione e dialogo. Attraverso riflessioni individuali e scambi collettivi, si è delineata con chiarezza una consapevolezza condivisa: la necessità di continuare a fare rete.


Le/i partecipanti hanno evidenziato quanto sia fondamentale rafforzare il dialogo tra enti e servizi, creare spazi stabili di confronto, condividere strumenti e linguaggi e costruire approcci realmente integrati. Parallelamente, è emersa con forza la necessità di consolidare un approccio intersezionale nei servizi e nei percorsi di accompagnamento, capace di considerare le persone nella loro complessità e di riconoscere la pluralità delle identità, delle vulnerabilità e delle esperienze.

Le giornate hanno mostrato quanto questo bisogno sia sentito e quanto esista una concreta disponibilità a lavorare in questa direzione.


Accanto ai contenuti, un altro elemento di grande valore è stato il rafforzamento delle relazioni. Professioniste e professionisti che spesso operano in parallelo hanno potuto conoscersi, ascoltarsi e costruire nuove connessioni, creando le basi per future collaborazioni. Perché la qualità dei servizi territoriali passa anche dalla qualità delle relazioni tra chi li costruisce ogni giorno.




I prossimi passi del progetto


Le giornate di Capacity Building rappresentano una tappa di un percorso più ampio. Nei prossimi mesi il progetto EMPOW(H)ER proseguirà con incontri online, momenti di follow-up e attività dedicate alla co-costruzione di linee guida condivise, con l’obiettivo di trasformare le riflessioni emerse in strumenti operativi concreti e pratiche territoriali più inclusive e integrate.

Perché se la formazione apre nuove prospettive, è la continuità del confronto e della rete che rende possibile il cambiamento.





*Il progetto  EMPOW(H)ER  è realizzato nell’ambito del programma ‘POWER – Promoting Organizations' empoWErment to guarantee women’s human Rights and stop gender-based violence’, coordinato da WeWorld (WW), in collaborazione con ActionAid Hellas (AAH) e Asociación Bienestar y Desarrollo (ABD). POWER è cofinanziato dall’Unione Europea  attraverso il programma ‘Citizens, Equality, Rights and Values ’ (CERV – 2023 – DAPHNE).



 
 
 

Commenti


LOGO_NINA_APS_edited.png
Iscriviti alla newsletter

Il tuo modulo è stato inviato!

Contatti

  • instagram
  • facebook

 

Sede operativa:

Via Agordo 7/A, 32100 Belluno (BL)

Sede legale:

Via Travazzoi 97, 32100, Belluno (BL)

©2023 di NINA APS

bottom of page