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#storiedidonne 7: Estela, la piccola grande combattente argentina


La settima storia è quella di Estela Carlotto, nata il 22 ottobre 1930 a Buenos Aires in Argentina. La sua vita è scandita da piccole soddisfazioni nel lavoro e consueti impegni familiari. Estela lavora come maestra elementare alla “Coronel Brandsen”, della quale successivamente diverrà direttrice e Presidente della giunta per la valutazione delle scuole nazionali.

E’ sposata con Guido, oriundo della provincia di Vicenza, suo grande amore da sempre con cui ha quattro figli: Laura Estela, Claudia Susana, Guido Miguel e Remo Gerardo. Immagina di costruire una vita che le permetta di crescere con serenità i suoi figli e sviluppare la sua vocazione personale di insegnante. La sua è una vita che scorre tranquilla, in un paese in tempesta, infatti l’Argentina in quegli anni è sotto scacco del triunvirato dittatoriale civico-militare di Videla, Massera e Agosti. Agli occhi dell’intero mondo appare un paese “in ordine”, un ordine che nasconde malvagità ed inquietudine.

E’ il 1977 e la vita di Estela cambierà per sempre. E’ giugno, e suo marito non rincasa, viene sequestrato ma rilasciato dopo il pagamento di un riscatto. A novembre dello stesso anno, Estela vive sulla sua pelle le conseguenze di una dittatura che le sconvolgerà la vita. Sua figlia, Laura, incinta di tre mesi, studente di storia all’Universidad Nacional de La Plata e militante nella Gioventù Peronista viene sequestrata. Il 26 giugno dello stesso anno dà alla luce, nell'ospedale militare di Buenos Aires, un bambino. Il 25 agosto viene assassinata alla periferia di La Plata e la salma viene restituita ai familiari.

E’ un momento di radicale cambiamento per Estela. Nel 1978 si integra al gruppo “Nonne argentine di nipotini scomparsi” che poi diventerà la “Asociación Abuelas de Plaza de Mayo, di cui diverrà presidente. Si dedica incessantemente alla ricerca di suo nipote Guido e di tutti gli altri bambini nati in prigionia. Ogni martedì con il capo ricoperto da un fazzoletto bianco in Plaza de Mayo, marcia senza sosta intorno all’obelisco pretendendo risposte. Non si ferma nella sua ricerca di verità e giustizia. Nel 1983 con il ritorno alla democrazia dell’Argentina Estela diviene sempre più la voce delle Abuelas de Plaza de Mayo, di cui diventa Presidente nel 1989.

In questa veste partecipa a innumerevoli convegni internazionali. All’interno dei gruppi di lavoro del ECOSOC, contribuisce alla redazione di cinque articoli della “Convenzione internazionale dei diritti dei fanciulli” e diviene presidente del Comitato argentino di sorveglianza. Partecipa inoltre alla redazione dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale.


Per la sua instancabile lotta per la verità e la giustizia nel corso degli anni viene insignita di onoreficenze e riconoscimenti a livello nazionale e internazionale: la Legion d’Onore della Repubblica Francese, l’Ordine al merito della Repubblica Italiana nel grado di Commendatore, il "Premio per la Pace" del Comune di Roma, il Premio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, il Premio Félix Houphouët-Boigny dell’UNESCO e varie lauree honoris causa assegnatele da università di tutto il mondo.

In Italia ha partecipato a numerosi convegni, dibattiti e lezioni in scuole e università. E' stata una delle parti civili nel processo contro i militari argentini condannati a Roma il 6.12.2000.

Un membro dello staff di NINA aps ha avuto l’onore di poterla conoscere, parlarci e potersi congratulare con lei per la forza avuta in tanti anni. Una donna minuta, una grande combattente.

Dopo più di trentacinque anni di ricerca finalmente il 5 agosto 2014 Estela ha potuto riabbracciare suo nipote Guido. Le Abuelas hanno ad oggi ritrovato 125 nipoti e continuano nella loro incessante lotta per ritrovare quelli che ancora mancano all’appello.

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