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#Storiedidonne 4. Trotula de Ruggiero: medico donna per le donne


La quarta storia che vogliamo raccontarvi viene direttamente dal passato, precisamente dall'XI secolo.


E' la storia di Trotula de Ruggiero, nata intorno al 1050 a Salerno, allora centro di cultura senza pari, dove aveva sede la Scuola Medica Salernitana, la prima e più importante istituzione medica d'Europa.


Una scuola laica, libera dagli influssi della Chiesa, così illuminata da mettere al proprio interna, sia come allieve che come docenti, delle donne. Tra cui, ovviamente, Trotula. Un fatto per nulla scontato allora, in un'epoca in cui spesso nascere donna significava non poter disporre della propria vita liberamente.


Trotula fa parte di quel gruppo di donne passate alla storia col nome di mulieres Salernitanae, donne depositarie di un sapere generalmente maschile, che a volte esercitavano anche la professione medica, cosa più unica che rara nel tempo e nel luogo di cui stiamo parlando.

Trotula fu tra le prime donne di cui si ha conoscenza che dovette imparare a conciliare famiglia e carriera, tema di cui si parla molto negli ultimi decenni. Perché Trotula non era monaca e non era solo studiosa, aveva anche un marito e dei figli.


Nella scuola di Salerno, Trotula aveva particolare interesse per i problemi riguardanti la sfera femminile: i suoi studi e le sue conoscenze in materia ostetricia e ginecologica spingevano tante donne a rivolgersi a lei per le cure.


La prima cura, secondo Trotula, era la prevenzione - cosa alquanto innovativa per l'XI secolo: attività fisica, buona alimentazione e igiene erano per il medico salernitano le fondamenta di qualsiasi star bene.


Ancora, Trotula nel suo De passionibus mulierum curandum, parla di infertilità, riconoscendo per la prima volta che la mancanza di figli può essere legata anche a problemi dell'uomo, non solo della donna; scrive di gestazione e parto, proponendo nuovi rimedi contro il dolore; scrive di metodi contraccettivi e di gravidanze indesiderate, di sangue mestruale e di cure alternative come bagni e massaggi. E poi parla di bellezza, che per Trotula spesso è sinonimo di salute.


Insomma, Trotula fu grande donna e grande medico. Non il primo medico donna della storia (vi è una lunga tradizione medica legata alla sfera femminile) ma forse la prima donna la cui professionalità, all'interno di un centro di cultura e di un'istituzione senza pari, venne riconosciuta al pari di quella degli uomini.


Sicuramente donna di carattere, sicuramente donna di fino intelletto, sicuramente donna che mise sempre al centro dei suoi studi e delle sue attenzioni le altre donne, per contribuire a rendere loro la vita migliore.


Concedeteci di dirlo: Trotula, anche se appartenente a un tempo a noi lontano, è un'altra donna con le palle.


Lasciamo una sua ricetta tra le tante: Le signore salernitane usano, per rendere roseo il viso, questo preparato: mettono nel miele radice fresca di brionia, nota come zucca selvatica, e se ne spalmano il viso, ottenendo un incarnato mirabile.


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