
MISHKI KAKAW
Dalla fermentazione all'economia circolare: un futuro sostenibile per i produttori indigeni di cacao dell'Amazzonia ecuadoriana
Le comunità indigene Kichwa dell'Amazzonia ecuadoriana custodiscono da secoli uno dei patrimoni agricoli e culturali più preziosi al mondo: il cacao Nacional Fino de Aroma, coltivato all'interno del tradizionale sistema agroforestale chakra, riconosciuto per la sua straordinaria biodiversità e per il suo equilibrio con la foresta amazzonica.
Nonostante questo immenso valore, migliaia di piccoli produttori continuano a vivere in condizioni di forte vulnerabilità economica. La mancanza di infrastrutture adeguate e di competenze specialistiche nella gestione della post-raccolta impedisce infatti di valorizzare pienamente il cacao prodotto, costringendo spesso le famiglie a vendere la materia prima a intermediari a prezzi molto bassi.
Per rispondere a questa sfida nasce MISHKI KAKAW, un progetto promosso da NINA APS in collaborazione con l'Associazione indigena Mishki Runa, grazie al contributo dell'Otto per Mille della Chiesa Valdese.
L'obiettivo è semplice ma ambizioso: aumentare l'indipendenza economica dei piccoli produttori Kichwa attraverso il miglioramento della qualità del cacao, la formazione professionale e la valorizzazione dell'intero frutto secondo i principi dell'economia circolare.

Il progetto si sviluppa attraverso tre azioni principali:
1. Costruzione del centro di fermentazione ed essiccazione
La qualità del cacao si costruisce nei giorni successivi alla raccolta. È durante la fermentazione e l'essiccazione che le fave sviluppano gli aromi e le caratteristiche che determinano il loro valore finale. Per questo il primo obiettivo del progetto è la realizzazione di un centro di fermentazione ed essiccazione comunitario, uno spazio che permetterà ai produttori della comunità indigena Mishki Runa di gestire in autonomia le delicate fasi della post-raccolta, migliorando la qualità del cacao e aumentando il valore economico della propria produzione.
Nel corso del progetto sono già stati realizzati importanti interventi strutturali: la posa della nuova pavimentazione, la costruzione delle pareti interne, progettate per ridurre il volume dell'ambiente e favorire il mantenimento delle temperature ottimali durante la fermentazione, la realizzazione del canale di scolo per il corretto deflusso dei liquidi prodotti durante il processo fermentativo e la costruzione delle nuove casse di fermentazione in linea, ispirate al modello colombiano. Questa configurazione rappresenta un'importante innovazione rispetto al tradizionale sistema "a scala" diffuso in Ecuador, poiché consente un controllo più accurato della fermentazione, migliora l'uniformità del processo e riduce la fatica fisica necessaria per movimentare le fave, rendendo il lavoro più accessibile anche alle donne della comunità.




2. Formazione tecnica sulla fermentazione e l'essiccazione del cacao
La costruzione del centro di fermentazione rappresenta solo il primo passo. Perché questa infrastruttura possa generare un reale cambiamento è fondamentale che i produttori acquisiscano le competenze necessarie per gestirla in autonomia. Per questo il progetto prevede un percorso di 80 ore di formazione specialistica, rivolto ai 30 produttori e produttrici dell'Associazione Mishki Runa, con l'obiettivo di rafforzare le conoscenze tecniche sulla gestione della post-raccolta del cacao e migliorare la qualità della produzione.
Attraverso workshop teorico-pratici, i partecipanti stanno approfondendo tutte le fasi che seguono la raccolta delle fave: dalla fermentazione controllata all'essiccazione, dal monitoraggio delle temperature e dei tempi di fermentazione fino al controllo qualità e alla standardizzazione dei processi. La formazione si svolge direttamente all'interno del nuovo centro di fermentazione, permettendo ai produttori di applicare immediatamente quanto appreso e di confrontarsi con nuove metodologie sviluppate a partire dalle migliori pratiche della filiera del cacao di qualità.




3. Economia circolare: valorizzare ogni parte del frutto del cacao
Ogni anno, durante la raccolta del cacao, oltre il 90% del frutto viene normalmente scartato. Bucce, polpa e altri sottoprodotti, pur essendo ricchi di proprietà nutritive e potenzialità economiche, vengono spesso lasciati decomporsi o utilizzati in modo marginale. Il terzo obiettivo del progetto nasce proprio dalla volontà di trasformare questi "scarti" in nuove risorse, promuovendo un modello di economia circolare capace di generare valore per la comunità e ridurre l'impatto ambientale della produzione di cacao.
Attraverso attività di ricerca, sperimentazione e formazione, il progetto accompagnerà i produttori della comunità Mishki Runa nello sviluppo di nuove modalità di utilizzo dei sottoprodotti del cacao. Tra le possibili applicazioni rientrano la produzione di fertilizzanti naturali, il recupero della polpa per la trasformazione in prodotti alimentari e la valorizzazione di tutte le componenti del frutto, con l'obiettivo di diversificare le fonti di reddito delle famiglie e ridurre gli sprechi lungo la filiera.
L'economia circolare rappresenta uno degli elementi più innovativi di MISHKI KAKAW. Non significa soltanto utilizzare meglio le risorse disponibili, ma ripensare l'intera filiera del cacao affinché ogni parte del frutto possa contribuire a creare valore economico, sociale e ambientale. In questo modo il progetto intende promuovere un modello di sviluppo più sostenibile, capace di coniugare tutela della foresta amazzonica, innovazione e autonomia economica delle comunità indigene.
Il progetto è realizzato con il contributi dei fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese

