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#storiedidonne: "Si è fortunate a nascere donne!"


Nata a Roma da una famiglia siciliana, e quinta dopo quattro fratelli maschi, Maria Ludovica Agrò ha iniziato gli studi in Scienze Politiche, anche ispirata dal fratello, specializzandosi poi in Studi Internazionali, sviluppando così la sua grande passione per i processi di integrazione e il dialogo internazionale, e soprattutto per il ruolo fondamentale di quest’ultimo nel far crescere la coscienza pubblica e unire le frontiere etiche dei popoli.

Conclusi gli studi universitari, ha vinto un concorso nella pubblica amministrazione, con la preoccupazione di dover passare troppo tempo in mezzo alle scartoffie, scoprendo invece una realtà diversa, potenzialmente capace di trasformare le norme in diritti fruiti, e piena di grandi soddisfazioni, che le ha permesso di sperimentare il lavoro al servizio della collettività, cercando di risolvere le varie problematiche. Una carriera che non si sarebbe aspettata le ha permesso di partire come semplice funzionaria e di diventare poi Direttore Generale di diverse strutture del Ministero dello Sviluppo Economico.

Ma, come capita in tutti i lavori, anche il suo ha avuto dei momenti di difficoltà, rappresentati dal demansionamento e anche da alcune circostanze in cui si è sentita in scacco e non ha visto riconosciuti i risultati raggiunti, ma in tutto ciò ha sempre avuto il sostegno della famiglia che ha costruito con il marito e i tre figli, sua priorità, che hanno rappresentato per lei il pilastro principale dal quale trarre sempre forza, equilibrio ed energia.

Diverse difficoltà le ha provate in qualità di co-presidente del gruppo di lavoro sull’imprenditoria fra i paesi OCSE e quelli del Nord Africa e del Golfo ( Working Group MENA-OCSE), durante i momenti di scambio e confronto sugli ostacoli riguardanti l’imprenditoria femminile e il quadro normativo e culturale dei Paesi del Maghreb e del Golfo, che fanno emergere con vigore le critiche differenze di condizione. Questa esperienza l’ha arricchita molto perché i disagi che vivono le donne in quei luoghi ne acuiscono necessariamente la sensibilità e la solidarietà.

Collaborando con l’OCSE, Maria Ludovica ha potuto osservare come nei gruppi di lavoro ci fosse un rapporto molto bello tra le colleghe, generato dal confronto con donne molto combattive e coscienti della loro condizione, capaci di individuare quali sono gli stereotipi che gravano maggiormente sulle spalle delle donne e capaci di studiare le strategie per rimuovere le condizioni svantaggiose.

Ci racconta anche di quanto questi rapporti siano arricchenti e permettano di crescere tantissimo grazie allo scambio di esperienze, facciano maturare favorendo, nonostante le difficoltà, l’acquisizione di buone pratiche e quindi di migliorare giorno dopo giorno.

Secondo Maria Ludovica essere donna è una chance, un magnifico dono, e la maternità è un privilegio unico, che però spesso le donne sono costrette a declinare, a vederlo come un ostacolo per raggiungere la pienezza del proprio sviluppo sotto il profilo professionale, e così spesso il diritto alla propria unicità ci viene tolto minando ulteriormente la parità di genere.

Maria Ludovica è entusiasta della sua condizione di sposa e madre, che non ha mai vissuto come un peso o un limite, ma, anzi, ha rappresentato per lei la più grande fonte di gioia. Le caratteristiche della maternità, oltre all’accettazione della vita di un altro che si fa posto dentro di sé, richiedono anche diverse attitudini preziose, tra cui: la pazienza, l’attitudine a conciliare, la tolleranza, ed una maggiore capacità di integrazione. Inoltre ribadisce come queste qualità si dovrebbero sempre valorizzare ed esaltare in una visione collettiva.


Secondo Maria Ludovica le relazioni fondanti sono veramente la chiave di una vita felice. Il più importante momento di svolta nella sua è rappresentato dall’incontro con suo marito Mauro, un compagno con cui condividere tutti i giorni della vita, quelli della gioia e il peso dei lavori intensi, che le ha donato una visione artistica della vita, mostrandole sia il lato leggero che quello fortemente spirituale, oltre ad una capacità di lettura alternativa delle persone rispetto a quella più scontata.

Un grande consiglio che dà alle altre donne è quello di vivere con fierezza e felicità la propria natura nella sua totalità, senza mai rinunciare alle prerogative che le contraddistinguono, ed essere sempre capaci di riconoscere il proprio valore, attraversando la vita senza lasciarsi abbattere e scoraggiare, perché nessuno può realmente sottrarci quello che abbiamo, se siamo capaci di andarlo a ripescare.


Mercy Cudjoe per NINA APS


#rubriche #ninaaps #storiedidonne

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